Il Piano

Nel momento in cui gli Enti Locali sono chiamati ad un ruolo di grande protagonismo per la tutela e lo sviluppo del territorio, la definizione di una strategia comune di protezione civile, rappresenta un obiettivo strategico di primaria importanza per le Amministrazioni Locali, indirizzate ad un sistema unico di gestione della Regione Puglia.

Le strategie comuni intervengono a definire gli obbiettivi di prevenzione e di rendere operative in maniera coordinata gli adempimenti suddivisi per funzioni in caso d’intervento operativo.

Questo per raggiungere il triplice obiettivo rivolto alla comunità:

  • aggiornare il vigente Piano Comunale di Protezione Civile quale strumento di alto profilo per la salvaguardia, controllo e intervento sul territorio;
  • contribuire a creare una autentica cultura nel settore da parte non solo degli addetti ai lavori, ma anche da parte della cittadinanza tutta;
  • consentire l’acquisizione di strumentazione qualificata di riconoscimento delle fasi di rischio idrogeologico, con acquisizione e fruizione interoperabile del dato su piattaforme istituzioni di carattere nazionale e regionale.

Il piano di emergenza, di cui alla proposta progettuale, è conforme alle “Linee guida per la predisposizione dei Piani di Protezione Civile Comunali” adottate con Delibera di Giunta Regionale n. 1414 del 30 luglio 2019 e deve contemplare l’attività di prevenzione e identificazione degli scenari connessi a tali rischi attraverso:

  • la definizione delle strategie operative, quale modello di intervento contenente l’organizzazione delle strutture per lo svolgimento, in forma coordinata, delle attività di protezione civile e della risposta operativa per la gestione degli eventi calamitosi previsti o in atto, garantendo l’effettività delle funzioni da svolgere con particolare riguardo alle persone in condizioni di fragilità e/o con disabilità;
  • il raccordo informativo con le strutture preposte all’allertamento del Servizio nazionale;
  • la definizione dei flussi di comunicazione tra le componenti e le strutture operative del Servizio nazionale interessate;
  • la definizione dei meccanismi e delle procedure per la revisione e l’aggiornamento della pianificazione, per l’organizzazione di esercitazioni e per la relativa informazione alla popolazione, da assicurare anche in corso di evento.

Per ogni area a rischio, con una visione comunque globale alla scala comunale, è evidenziato il rapporto tra area a rischio e stato di pericolo per persone, cose e servizi al fine di poter individuare a priori o in corso di evento le migliori strategie di difesa attiva e preventiva.

La funzione della cartografia dei siti e dei presidi è quella di rendere disponibile in forma semplificata, cartacea od informatica le informazioni necessarie alla gestione corrente dell’emergenza razionalizzando, attraverso procedure standardizzate sia i livelli evolutivi dell’evento sull’ambiente antropizzato sia i riferimenti (siti e presidi) fisici necessari al superamento dell’emergenza in corso.

Al fine di rendere più esplicito il percorso organizzativo-cartografico di piano, anche la rappresentazione delle vulnerabilità degli edifici pubblici o ad uso pubblico sono elementi di elevata importanza, in quanto assumono elemento di convergenza della popolazione, sia ante evento (edifici pubblici, scuole, chiese, luoghi di culto non cattolici, case di riposo per anziani, circoli ricreativi ed altro) che post (aree di accoglienza).

L’attività di prevenzione e identificazione degli scenari connessi a tali rischi deve essere effettuato attraverso:

  • la definizione delle strategie operative e del modello di intervento contenente l’organizzazione delle strutture per lo svolgimento, in forma coordinata, delle attività di protezione civile e della risposta operativa per la gestione degli eventi calamitosi previsti o in atto, garantendo l’effettività delle funzioni da svolgere con particolare riguardo alle persone in condizioni di fragilità e/o con disabilità;
  • il raccordo informativo con le strutture preposte all’allertamento del Servizio nazionale e regionale;
  • la definizione dei flussi di comunicazione tra le componenti e le strutture operative del Servizio nazionale interessate, nonché anche quelle di carattere regionale;
  • la definizione dei meccanismi e delle procedure per la revisione e l’aggiornamento della pianificazione, per l’organizzazione di esercitazioni e per la relativa informazione alla popolazione, da assicurare anche in corso di evento.

Il piano è suddiviso in 5 macro-sezioni di cui la prima, la terza e la quinta restano costanti per tutti i rischi, la seconda e la quarta invece variano in funzione della tipologia di rischi che riguardano il territorio comunale.

Le macro sezioni corrispondono alla struttura del Piano e sono così articolate:

  1. Inquadramento generale;
  2. Scenari di evento e di rischio;
  3. Struttura organizzativa;
  4. Modello di intervento;
  5. Struttura dinamica del piano.

La prima macro-sezione descrive i contenuti dell’inquadramento generale del Piano di Protezione Civile comunale, dal quadro normativo di base alle informazioni utili a comprendere le caratteristiche territoriali del contesto, oltre all’inquadramento storico degli eventi calamitosi verificatisi su quel territorio, in modo da costruire un quadro completo di conoscenze di base. Bollettino Ufficiale della Regione Puglia – n. 97 del 27-8-2019 66381.

La seconda macro-sezione contiene gli scenari di rischio e di evento che, sulla base della conoscenza del territorio, devono essere individuati e analizzati con riferimento alle tipologie di evento potenzialmente verificabili e ai rischi associati. Gli scenari di evento rappresentano la descrizione della dinamica del fenomeno e dei possibili effetti al suolo; gli scenari di rischio sono definiti come l’evoluzione nello spazio e nel tempo dell’evento e dei suoi effetti, tenendo conto della distribuzione degli esposti stimati e della loro vulnerabilità anche a seguito di azioni di contrasto.

La terza macro-sezione descrive la struttura organizzativa in cui il Sistema di Protezione Civile (nazionale, regionale e comunale) si articola per rispondere all’emergenza e comprende l’indicazione del numero, tipologia e organizzazione di uomini, materiali e mezzi a disposizione, l’articolazione del Centro Operativo Comunale (COC), delle Funzioni di supporto, le strutture e le aree strategiche e le misure attivate per il presidio e il monitoraggio del territorio in tempo di pace e in emergenza.

La quarta macro-sezione descrive il modello d’intervento che costituisce la parte operativa del Piano di protezione Civile comunale. Esso, mettendo a sistema tutte le Informazioni relative all’inquadramento generale, agli scenari di rischio, alla struttura organizzativa locale e sovralocale e al sistema di allettamento, deve definire le azioni da attivare per ciascuna fase operativa, chi le deve svolgere e il flusso di comunicazione che deve essere attivato per garantire la trasmissione di informazioni all’interno del Sistema di Protezione Civile e tra questo e la popolazione.

La quinta macro-sezione relativa alla Struttura Dinamica del Plano è descrittiva della attività non strutturali da svolgere in tempo di pace per prevenire il rischio e preparare la comunità all’evento potenzialmente verificabile, dettagliando le modalità di redazione, di coinvolgimento della popolazione per la pianificazione partecipata, di verifica e aggiornamento periodico del Piano, di informazione, pubblicizzazione e promozione della cultura di Protezione Civile e di organizzazione delle esercitazioni.